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Piccola Storia di Grognardo
 
 

Siamo in questa piccola terra del Monferrato, dell’antico Alto Monferrato, da più di mille anni. La nascita ufficiale di Grognardo è il 5 maggio 991, quando esso fu nominato per la prima volta in un documento pervenutoci. Quel giorno fu scritto in Visone l’atto costitutivo dell’Abbazia di Spigno, ed il nostro paese vi è per la prima volta ufficialmente nominato, insieme a quasi tutti gli altri paesi del territorio.

Grognardo allora era situato in alto, sulla collina di là dal Visone; poche capanne intorno al primitivo fortilizio che controllava tutta la valle e la strada per Ponzone ed il mare. Nel secolo successivo sorse la prima chiesa conosciuta, S.Felice, dall’altra parte della valle; è una delle pievi erette da S.Guido, Vescovo di Acqui, per affermare il cristianesimo nelle campagne.

 

 

 Passano due secoli, sul Monferrato regnano i discendenti di Aleramo, l’antico fortilizio si è trasformato in un castello, cinto da forti mura, feudo di grandi famiglie,      fra le quali spiccano i Malaspina.  In basso, al di qua del Visone, sorge il mulino feudale, mulino e fortilizio insieme, alimentato dalle acque del torrente; è questo il primo nucleo della “villa del plano”, il paese  sul piano.  Sotto il governo della dinastia dei Paleologi, il paese si estende intorno al mulino; si ha forse la prima chiesa con cimitero, forse sull’area dell’attuale oratorio. 

Ma sono tempi veramente duri: le guerre che porteranno i Gonzaga di Mantova sul trono del Monferrato, le pesti, il passaggio di eserciti decimano i Grognardesi. L’inventario del Baromino del 1604 dei castelli monferrini registra per Grognardo solo 175 abitanti; ma pochi decenni dopo Grognardo è in pieno sviluppo, anzi nasce il nuovo paese. La decisione, infatti, dei feudatari, i conti Grattarola Beccarla, di costruirsi il nuovo grande castello, che è in realtà un palazzo, con a fianco la nuova parrocchiale, fa sì che il vecchio nucleo si unisca ad un altro piccolo abitato, sorto intorno al rio Martini, ed ecco l’attuale Grognardo: Il vecchio abitato sarà poi trasformato nel “Ghetto”, unico fra i paesi dell’acquese, in cui dovevano risiedere gli Ebrei, che vi erano chiusi la notte con un grande portone, le cui tracce sono rimaste fino in tempi recenti. Grognardo continua a svilupparsi; nel primo censimento del nuovo Regno d’Italia, nel 1861, i Grognardesi sono 875. Per quasi un secolo gli abitanti oscillano intorno a questo valore, anche perché dopo il 1900 vi sono migrazioni prima verso la Francia e poi verso le Americhe, nonché migrazioni interne, specie verso Genova.

 

 

In questo anni Grognardo è un paese quasi ricco, grande produttore di vini; anche quando la filossera distrugge i vecchi vigneti, Grognardo è uno dei primi a sperimentare i nuovi impianti con viti innestate e torna presto a produrre, come risulta dai documenti del dazio, ben 36.000 brente di vino l’anno.E’ come se ogni abitante, poppanti inclusi, producesse ogni anno 2800 bottiglie di vino;  il benessere si manifesta in alcune opere significative.

Il paese è collegato ad Acqui da una nuova strada, all’epoca all’avanguardia, con ben tre ponti sul Visone; il ponte che collega il paese con la frazione Poggio è il secondo ponte in cemento armato eretto in Italia:

Prima di Alessandria e Genova, Grognardo ha un’illuminazione pubblica elettrica: l’acqua dell’antica bialera che di giorno fa girare le macine del mulino, la notte fa girare un generatore elettrico. La corrente è prodotta solo di sera, fornita anche alle abitazioni a forfait, senza alcun contatore.

  Dopo la seconda guerra mondiale il paese comincia a spopolarsi, a causa della continua migrazione verso le città. Oggi siamo ormai pochi; i vigneti sono tornati ad essere boschi, popolati di caprioli e cinghiali, ed ognuno di noi ha a disposizione 50.000 mq. di verde. Nel mondo di oggi, questo fa ancora di Grognardo un paese ricco, ricco di qualcosa che nessun denaro può comprare.

Siamo ancora qui, dopo mille anni, ed ogni volta che vorrete venire vi apriremo non solo le nostre case ma anche i nostri cuori.