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L'antico stemma di Grognardo
 

 

Nel linguaggio araldico così viene descritto :

d’oro a tredici arcate di rosso (3-4-3-2-1) col capo d’oro all’aquila bicipite di nero

 

Lo stemma è ricavato da quello che si ammira sul rovescio di una moneta d’oro di

MUSSO BECCARIA, Signore della città di Pavia dal 1330 al 1342.

La terra di Grognardo, appartenne  al Marchesato del Monferrato dalla sua creazione, e la dinastia regnante degli Aleramici la possedette direttamente per mezzo del ramo marchionale dei Del Bosco, così chiamati perché avevano giurisdizione sulla grande foresta che da Ovada arrivava al Tanaro.

Dopo quasi trecento anni la stirpe dei Marchesi Aleramici Del Bosco si estinse e l’ultima di essi, Agnese, cedette il potere al marito, Federico Malaspina, nel 1240.

Questi apparteneva alla potente famiglia che dominava la Liguria di Levante, la Lunigiana e molte terre toscane e che Dante ricorda nella Divina Commedia: la Mala Spina

I Malaspina furono signori di Grognardo per quasi trecento anni, fino al 1530, quando la contessina Violante, ultima della linea genealogica, la portò in dote al marito conte Giovanni Battista di Lodrone, gran personaggio di discendenza aleramica, Luogotenente imperiale.

Non avendo avuto questa  coppia discendenti, il feudo passò ad Antonio Guasco conte di Gavi nel 1555, che a sua volta, nel 1604, lo cedé a Bartolomeo Beccaria, che vantava discendere da quel Musso Beccaria, signore di Pavia, del quale adotto lo stemma.

La figura di questo avvocato, o meglio giureconsulto ,come allora si diceva, riveste aspetti di notevole interesse e rappresenta bene la scalata al ceto nobiliare. Era un buon avvocato ed un abile amministratore, che accumulò notevoli ricchezze; era conosciuto alla corte del più potente re, quello di Spagna, che lo aveva nominato governatore del piccolo ma strategicamente importante Marchesato di Finale; con le sue ricchezze ed i potenti appoggi di cui godeva divenne nel 1590 barone di Morbello, nel 1592 Signore di Castelletto d’Erro ed infine nel 1604 divenne conte di Grognardo, sua patria. Non poté creare una dinastia, poiché ebbe un’unica figlia, Angelica, che nel 1652 portò in dote la Contea di Grognardo al marito Giovanni Battista Grattarola.