Qualche notizia sul Presepio

 

…e Maria diede alla luce il suo figlio primogenito, l’avvolse in fasce e lo adagiò

in una mangiatoia, perché in albergo per loro non c’era posto... Luca 2,7

Sono gli evangelisti Luca e Matteo i primi a descrivere la Natività. Nei loro brani c’è già tutta la sacra rappresentazione che, a partire dal Medioevo prenderà il nome latino di praesepium, ovvero recinto chiuso, mangiatoia. Si narra infatti della umile nascita di Gesù, dell’annunzio dato ai pastori, dei magi venuti dall’oriente seguendo la stella per adorare il Bambino che i prodigi del cielo annunciano già re.

Questo avvenimento così familiare ed umano colpisce la fantasia dei primi cristiani rendendo meno oscuro il mistero di un Dio che si fa uomo; l’originale iconografia del racconto evangelico si va arricchendo di personaggi diversi con vari significati.

Gli angeli, messaggeri del cieli; il bue e l’asino, aggiunti da Origene, quali simbolo dei popoli ebreo e pagani; i Magi, divengono tre re, ai quali un vangelo apocrifo armeno assegna i nomi di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre e rappresentano le razze del mondo. Anche i loro doni vanno interpretati con riferimento alla duplice natura di Gesù Bambino: l’incenso per la sua Divinità, la mirra per il suo essere uomo mortale,l’oro perché dono riservato ai re.

Una delle prime rappresentazioni della Natività si ha in Roma, nella Basilica di S.Maria Maggiore, chiamata anche “Sancta Maria ad Praesepem”. Molti cristiani si recavano a visitarla con la stessa devozione con la quale i pellegrini confluivano a Betlemme, alla grotta considerata luogo di nascita di Gesù e dove per desiderio di sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, sorse nel 326 la Basilica della Natività.

Diversa cosa però è il Presepio come lo conosciamo oggi, cioè come una rappresentazione plastica tridimensionale della nascita di Gesù. Tale rappresentazione è tesa a rendere attuale e reale un avvenimento remoto nel tempo e nello spazio, mediante una finzione spettacolare; come uno spettacolo esso viene realizzato con figure mobili, cioè spostabili immersi in una scenografia costituita da elementi veristici quali case, rocce, piante, agglomerati di abitazioni.

Il moderno Presepio ha origine, secondo la tradizione, dal desiderio di S.Francesco di far rivivere in uno scenario naturale la nascita di Betlemme, perché il popolo meglio la comprendesse.

Nel 1223 a Greccio, in Umbria, per la prima volta arricchì la Messa di Natale eccezionalmente celebrata in una grotta con la presenza di un presepio vivente; poiché in Chiesa non erano consentiti gli spettacoli, ed il presepe vivente era considerato tale, i personaggi furono trasformati in statue realizzate con materiale povero, secondo lo spirito francescano: legno, paglia, ruvide stoffe.

Il primo presepio con personaggi a tutto tondo risale al 1283 quando Arnolfo di Cambio scolpì otto statuette in legno per quella Basilica di S.Maria Maggiore che abbiamo visto avere già settecento anni prima un prezioso presepio. Altri artisti lo imitano e le statue sono esposte nelle chiese davanti a fondali dipinti.

La successiva evoluzione si ha nel 1600, allorché gli artisti napoletani danno alla sacra rappresentazione un’impronta naturalistica inserendo la Natività nel paesaggio campano ricostruito in scorci di vita che vedono personaggi della nobiltà, della borghesia e del popolo rappresentati nelle loro occupazioni giornaliere o nei momenti di svago: nelle taverne a banchettare o impegnati in balli o serenate.

Ulteriore novità è la trasformazione delle statue in manichini con arti in fil di ferro, per dare l’impressione del movimento, abbigliati con indumenti propri dell’epoca e muniti di strumenti di svago o di lavoro dei tipici mestieri, tutto riprodotto con esattezza nei minimi particolari. Si distinguono gli artisti liguri, che usano per le teste le ceramiche di Albisola, mentre i siciliano preferiscono lavorare con la cera.

Sempre nel 1700 si diffonde il presepio meccanico o di movimento, il cui primo esemplare era stato costruito già nel 1588 da Hans Schlottheim per il Principe di Sassonia .

La diffusione a livello popolare si realizza pienamente nel 1800, quando ogni famiglia in occasione del Natale costruisce un presepe, con le statuine di terracotta, i fondali dipinti, le  riproduzioni di case, mulini, negozi ed ovili.

Si è avuto in questi ultimi anni un fiorire dei presepi viventi, sul esempio del primo presepe di Greccio; tra i più noti quello di Rivisondoli in Abruzzo e Revine nel Veneto.