La Festa del Pane

 

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- foto dell'edizione 2004

- foto dell'edizione 2003

 

Grognardo festeggia ogni anno, la seconda domenica di luglio, il pane.

Il  PANE, non solo alimento base di tutte le civiltà mediterranee ma elemento  che da cibo è divenuto il più alto simbolo della religione cristiana, il Corpo stesso del Cristo Salvatore. Il pane, sognato negli anni di miseria e guerra, invocato nelle carestia e nella povertà. Il pane, segno d’unione per l’antica famiglia contadina, riunita intorno alla povera tavola; ma se su di essa stava il pane, nessuna la vedeva povera. “Dacci oggi il nostro pane quotidiano” era certamente la preghiera che più frequentemente i nostri vecchi, a Grognardo come in tutto il Piemonte, rivolgevano al Signore; è per ricordare tutto questo che ogni anno celebriamo questa festa. Vi è poi un altro filo misterioso e quasi magico che lega questa festa a Grognardo; il nostro paese si definisce “sito del Presepe Vivente”, dove ogni anno si rappresenta la Nascita di Gesù Bambino. Grognardo è oggi una piccola Betlemme, nascosta nelle valli dell’acquese e Betlemme, in lingua ebraica “Beth-lehem” significa “casa del pane”.

 

LA FESTA

La festa del pane, a Grognardo, inizia il primo sabato di luglio, con un preludio di grande fascino: la mietitura all’antica, con il falcetto (u spasson e l’amsuria), di un campo di grano. Le spighe dorate vengono unite in covoni (il coeuv) e poi riunite in una bica (la biria ), pronte per essere trebbiate. La domenica  tutto il paese è invaso dal profumo del pane appena cotto in tante forme e misture; grandi testi di focaccia condita con l’olio alla genovese, torte dolci e salate, grissini e biscotti e tutto quanto si può fare con la farina. Anche i nuovi grognardesi che sono giunti fra noi dalle remote Galapagos partecipano alla festa con le loro “impanadas” ed altre specialità. Tutto a disposizione degli amici che vengono a festeggiare con noi il pane.

Ma la festa offre anche altri momenti di divertimento e di apprendimento : dalla mostra degli antichi trattori, a quella delle attrezzature per trebbiare il grano. Alcune di queste antiche macchine ottocentesche sono vere rarità, come ad esempio la macchine per trebbiare costruita dalla famiglia Lesina dei Musotti, che veniva trasportata in spalla e funzionava a forza di braccia. La Pro Loco che organizza la festa, ogni anno riesce a portarvi novità e curiosità. Il culmine si ha verso sera, diminuito il caldo di luglio: si mette in moto un vecchio trattore a testa calda, ed è già uno spettacolo vedere la complessa procedura dell’avvio; poi le cinghie cominciano lentamente a girare e gli ingranaggi della  antica trebbiatrice si mettono in moto; i covoni vengono ad uno ad uno inghiottiti da quello che per noi bambini, cinquantanni fa, sembrava quasi un mostro; rumore e polvere, poi ecco il miracolo di una cascata continua di chicchi dorati, tiepidi e profumati. Entra  in funzione anche l’imballatore, i ragazzi portano il fil di ferro che hanno attorcigliato, e la rumorosa macchina sforna le gialle balle di paglia.

La festa continua poi al Fontanino, dove gli ospiti ed i grognardesi insieme in allegria ed amicizia, al fresco che il torrente Visone sempre regala, passano la sera gustando le specialità che hanno nel grano la loro origine.

 

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Tacito a casa il giornalier s'avvia, la zappa in dosso e nelle mani un

pane, e pensa... G. Pascoli

 

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Ultimo aggiornamento: 06-02-08