Grognardo festeggia
ogni anno, la seconda domenica di luglio, il pane.
Il PANE, non solo
alimento base di tutte le civiltà mediterranee ma elemento che da
cibo è divenuto il più alto simbolo della religione cristiana, il
Corpo stesso del Cristo Salvatore. Il pane, sognato negli anni di
miseria e guerra, invocato nelle carestia e nella povertà. Il pane,
segno d’unione per l’antica famiglia contadina, riunita intorno alla
povera tavola; ma se su di essa stava il pane, nessuna la vedeva
povera.
“Dacci oggi il nostro pane quotidiano” era certamente la preghiera che
più frequentemente i nostri vecchi, a Grognardo come in tutto il
Piemonte, rivolgevano al Signore; è per ricordare tutto questo che
ogni anno celebriamo questa festa.
Vi è poi un altro
filo misterioso e quasi magico che lega questa festa a Grognardo; il
nostro paese si definisce “sito del Presepe Vivente”, dove ogni anno
si rappresenta la Nascita di Gesù Bambino. Grognardo è oggi una
piccola Betlemme, nascosta nelle valli dell’acquese e Betlemme, in
lingua ebraica “Beth-lehem” significa “casa del pane”.
LA FESTA
La festa del pane, a Grognardo, inizia il primo sabato di luglio,
con un preludio di grande fascino: la mietitura all’antica, con il
falcetto (u
spasson e l’amsuria), di un campo di grano. Le spighe
dorate vengono unite in covoni (il coeuv) e poi riunite in una bica (la
biria ), pronte per essere trebbiate. La domenica tutto
il paese è invaso dal profumo del pane appena cotto in tante forme e
misture; grandi testi di focaccia condita con l’olio alla genovese,
torte dolci e salate, grissini e biscotti e tutto quanto si può fare
con la farina. Anche i nuovi grognardesi che sono giunti fra noi dalle
remote Galapagos partecipano alla festa con le loro “impanadas” ed
altre specialità. Tutto a disposizione degli amici che vengono a
festeggiare con noi il pane.
Ma la festa offre anche altri momenti di divertimento e di
apprendimento : dalla mostra degli antichi trattori, a quella delle
attrezzature per trebbiare il grano. Alcune di queste antiche macchine
ottocentesche sono vere rarità, come ad esempio la macchine per
trebbiare costruita dalla famiglia Lesina dei Musotti, che veniva
trasportata in spalla e funzionava a forza di braccia.
La Pro Loco che organizza la festa, ogni anno riesce a portarvi novità e
curiosità.
Il
culmine si ha verso sera, diminuito il caldo di luglio: si mette in
moto un vecchio trattore a testa calda, ed è già uno spettacolo vedere
la complessa procedura dell’avvio; poi le cinghie cominciano
lentamente a girare e gli ingranaggi della antica trebbiatrice si
mettono in moto; i covoni vengono ad uno ad uno inghiottiti da quello
che per noi bambini, cinquantanni fa, sembrava quasi un mostro; rumore
e polvere, poi ecco il miracolo di una cascata continua di chicchi
dorati, tiepidi e profumati. Entra in funzione anche l’imballatore, i
ragazzi portano il fil di ferro che hanno attorcigliato, e la rumorosa
macchina sforna le gialle balle di paglia.
La festa continua poi al Fontanino, dove gli ospiti ed i
grognardesi insieme in allegria ed amicizia, al fresco che il torrente
Visone sempre regala, passano la sera gustando le specialità che hanno
nel grano la loro origine.
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