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La storia di questa fonte, che da sempre sgorga in prossimità di
Grognardo, al di là del Visone, risale ai primi anni del secolo
scorso.
In precedenza essa serviva per gli usi domestici,
garantendo a Grognardo acqua pura e fresca anche nelle estati più torride;
ed era molto apprezzata dalle massaie poiché, grazie alla temperatura
costante di circa 10 gradi, permetteva nei rigidi inverni di fare il
bucato senza congelarsi le mani.
Nei primi del
‘900, i grognardesi fratelli Beccaro, che ad Acqui aveva avviato una
fiorente azienda vinicola, pensarono di sfruttare la fonte a fini
curativi.
Erano
gli anni della Belle Epoque, curarsi con le “acque”era la moda del
momento; la zona circostante la fonte venne elegantemente sistemata a
parco ricco di frescura.Omnibus a cavalli portavano gli Acquesi e coloro
che facevano i fanghi al Fontanino, grazie anche alla nuova strada appena costruita;
venivano a bere l’acqua “acidula” come veniva definita, poiché ricca di ferro,
ma anche il rinomato Dolcetto e Moscato di Grognardo.Negli anni Venti
le mode cambiarono: la Prima Guerra Mondiale aveva lasciato una pesante eredità
di crisi politica e sociale, e mutato radicalmente lo stile di
vita; curarsi con le acque non era più di moda ed
al Fontanino tornarono orti e
bosco.
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Passò quasi mezzo secolo ed a metà degli anni Sessanta la Pro
Loco, che era stata appena costituita, pensò di recuperare l’antica Fonte.
La famiglia Beccaro, mostrando ancora una volta il suo amore per Grognardo, donò alla Pro
Loco l’intera area di oltre 20.000 mq. e la sorgente; va qui ricordato
come questa donazione sia dovuta soprattutto all’opera di Pio
Pistarino.
L’intero parco venne
ripristinato, valorizzata la Fonte e costruite le prime strutture
ricettive, poi distrutte dall’alluvione del 1967 e ricostruite. |
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Oggi il Fontanino si presenta come un accogliente complesso
immerso nel verde, con pizzeria, pista da ballo, tennis, giochi vari ed
ampi spazi per i bambini; dal fiammeggiante forno a legna escono ad opera
di Tito non solo ottime pizze ma anche la tradizionale farinata (la panisa)
di ceci, croccante e dorata.
Importanti miglioramenti alla
ricettività sono in
progetto
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